L’impresa della squadra universitaria di Washington che, alle Olimpiadi berlinesi del 1936, vinse la gara di canottaggio sotto gli occhi di Hitler e degli altri massimi gerarchi nazisti. Il libro, più che un romanzo un documentario sportivo, ripercorre la storia di Joe Rantz e degli altri sette vogatori, quasi tutti giovani di umili origini arrivati alla conquista del mondo grazie a una forza fisica e di volontà fuori dal comune. La storia, interessante, è guasta da una narrazione insopportabilmente ripetitiva, dove situazioni e riflessioni tornano sempre uguali (a partire dalle citazioni del costruttore di barche George Pocock, all’inizio di ogni capitolo). Il racconto si riprende un po’ dopo lo sbarco in Europa e l’approdo nella Germania nazista poche settimane prima della grande gara, ma ormai è troppo tardi per un lettore annoiato e spazientito.