• Alessandro Vanzaghi - Scrittore
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Alessandro Vanzaghi

Fuoritempo

Fuori dal tempo, fuori da ogni schema o logica, fuori da sé. Nove racconti sui modi in cui l’essere umano si mostra capace di agire quando perde il controllo. L’inconscio ha un ruolo fondamentale, conduce ad azioni e spinge a reazioni, senza che la ratio sia ancora arrivata a cogliere il campanello d’allarme. I protagonisti di queste storie sono accomunati dalla loro calma e pacatezza apparenti, cieli sereni che celano un uragano pronto a scatenare tutta la sua forza distruttrice. Un padre prostrato dall’odio che, a causa dell’influenza dell’ex moglie, il figlio nutre per lui; un marito che, rientrato in casa, si trova faccia a faccia con la persona che ha appena stuprato sua moglie; un uomo che, dopo anni in cui gli attacchi di panico lo avevano costantemente portato a pensare che stesse per morire, si trova davvero davanti alla morte. Questi sono solo alcuni dei personaggi di “Fuoritempo”, le cui imprevedibili reazioni si susseguono in un crescendo di impeto ed emozioni, fino a macchiarsi della più terribile e folle delle colpe: l’omicidio.

Prezzo: cartaceo 11,40 euro

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Fuoritempo - libro di Alessandro Vanzaghi
VERRA’ IL TEMPO
Verrà il tempo in cui scenderanno le lacrime, il tempo in cui rientrerò a casa con il nodo della cravatta sciolto e qualcuno nascosto dietro la porta d’ingresso mi salterà in braccio riempiendomi di baci e frugandomi nelle tasche. Verrà il tempo in cui mi annoierò a sfogliare album di immagini sbiadite e cadranno i giorni nostalgici. Verrà il tempo delle domeniche pomeriggio sprofondato in poltrona con le gambe allungate a incrociare quelle di mia moglie. La tv sarà accesa e staremo guardando una qualche commedia corale sulla magia del Capodanno. Avrò modo di fermarmi a riflettere, di valutare ogni aspetto, di cercare la soluzione ideale. Sarà il tempo delle certezze, delle parole pronunciate nel modo giusto al momento giusto e alla persona giusta. Saranno svanite esitazioni e ansie, avrò superato dubbi e confini. Sbaglierò ancora, potrei scommetterci, ma non mi metterò più alla guida ubriaco, allaccerò sempre la cintura ai miei bambini, avrò una dozzina di completi nel mio armadio e qualcuno che attenderà miei ordini per iniziare il proprio lavoro. Compirò quarant’anni e poi cinquanta e mi terrò in forma perché non vorrò morire a sessanta o a settanta. Abbraccerò nipotini, giocherò con loro, gli racconterò lunghe storie da altri mondi e li aiuterò a costruire una capanna in giardino. Verrà il tempo in cui preferirò starmene seduto a chiacchierare con qualche amico sopravvissuto, il tempo in cui ogni errore compiuto sembrerà lieve, ogni traguardo raggiunto un semplice passo in più. Verrà il tempo, non so quando, non importa quando, ma ora mi lascio vivere come si dovrebbe vivere quando si hanno due braccia possenti, ventidue anni all’anagrafe, un cervello così schifosamente funzionante e un piede sinistro da cui ogni pallone dovrebbe farsi accarezzare. Sono fuori, cammino lungo questa strada assolata e penso, penso. Non riesco a fermare i miei passi e il corso di questi pensieri.
OUTING
…tornò per un attimo al momento in cui, molti anni prima, aveva dichiarato a suo fratello la propria omosessualità. Ricordò il suo abbraccio, la stretta di mano violenta, il destro leggero vicino al basso ventre e il sorriso che gli aveva stravolto d’emozione il volto. «Lo so, fratello» gli aveva risposto con il suo viso imberbe da bulletto adolescente di periferia. «L’ho sempre saputo e non me ne frega un cazzo. Sono solo felice che tu me l’abbia detto». Non aveva aggiunto altro. Si era girato, fermandosi un attimo per sussurrare parole di cui pareva vergognarsi. Tiziano lo aveva fatto allontanare di qualche passo, per dirgli a sua volta: «Ti voglio bene anch’io, fratello».
POCHI METRI ANCORA
Avvolto nella sua giacca di pelle sentiva l’aria ancora fredda delle ultime giornate di un inverno che non si decideva a passare la mano. Non gli importava. Procedeva diritto, a passi lenti, camminando al margine del marciapiede, rasente alle mura esterne delle case. Tentava di far proprie le storie delle tante famiglie che a quell’ora erano riunite attorno a una tavola imbandita per la cena. Udiva lamenti di bambini a cui madri rassegnate cercavano di far svuotare il piatto, voci di conduttrici televisive che informavano gli ascoltatori della fine del mondo ormai imminente, discussioni animate tra mariti e mogli, suocere e zii invitati a cena. Camminava e ascoltava, fermandosi in prossimità delle finestre da cui le parole giungevano più nitide, quasi a volerlo rendere partecipe, come attendendosi un suo intervento, il suo giudizio. Pochissime persone erano in strada con lui in quel momento. Certo, non genitori con passeggini al seguito, o borse della spesa e storielle da narrare ai piccoli durante il tragitto, per farli camminare spediti verso casa. Gianluca si guardava intorno e vedeva perlopiù uomini e donne solitari come lui, impegnati ad ascoltare musica negli auricolari o a scambiare sms monosillabici con l’amante di turno. Qualcun altro, proprio come lui, avanzava lento dal lato opposto del marciapiede, apparentemente senza una meta precisa o perlomeno senza la volontà di raggiungerla. Incrociò una giovane coppia che si teneva per mano come a voler rimarcare la propria intimità. Un ragazzo e una ragazza uniti e indifferenti. Si guardavano attorno senza fiatare, come se quella mano stretta nell’altra fosse l’unico appiglio cui potersi aggrappare, simbolo dell’unione effimera in cui credevano. Nelle strade buie passavano auto tutte uguali, prive di forma e identità. I loro motori silenziosi parevano anch’essi provare rispetto per le tante voci provenienti dalle case, dalle cucine con i fornelli accesi, da mogli che urlavano “è pronto!”, da padri che chiamavano a raccolta i bambini, da bistecche tagliate in piccoli pezzi, da tovaglioli insudiciati, da sedie dondolanti, da luci accese e persiane socchiuse.

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Alessandro Vanzaghi

Con un certo istinto si nasce: non si può diventare scrittori se non c’è una luce, almeno soffusa, dentro.

Come nasce questa passione
Tutto inizia solo pochi anni fa. Mi trovo in ufficio, un giorno qualsiasi dell’estate 2015, e a metà pomeriggio un collega si volta verso di me e mi suggerisce l’idea di partecipare al “Prada Journal”.

Il concorso letterario è alla terza edizione, non richiede costi di adesione e prevede, per i vincitori, un premio in denaro e la pubblicazione all’interno di un’antologia digitale.

Ringrazio il collega e gli rammento che nella vita recupero crediti. Né gli studi classici né la mia passione per la scrittura possono ormai cambiare le cose.

I tempi in cui sognavo di fare il giornalista e scrivere magari qualche libro sono sepolti da un pezzo. Ho una famiglia, dei figli, troppe partite di calcio da giocare e vedere e troppe bottiglie con cui brindare.

Chi sono

Pagine Scure
Agosto 28, 2026Considerando la sacralità della materia, farmi ridere parlando di calcio è cosa assai difficile. Complimenti quindi all’autore che scardina i miei preconcetti e riesce nell’intento. La partenza non è delle migliori: personaggi “macchiette”, luoghi comuni e situazioni stereotipate a ripetizione tendono a stancare. Quando si entra in campo e poi nel vivo del campionato, però, il divertimento è assicurato. Marsullo si permette anche accenni a problematiche importanti quali l’arretratezza del Sud, lo sfruttamento della prostituzione e le ingerenze camorristiche nel calcio semi-dilettantistico, ma quando vanno in scena Fabrizio Spugna, ex concorrente di Sarabanda panchinaro a vita, o lo stopper quarantatreenne Antonio Pisapia “che ha superato la metà campo solo un paio di volte in vita sua”, si ride e basta. Non serve essere esperti del pallone per questo libro, ma alcuni tecnicismi possono sfuggire ai non esperti in materia. E va bene così…leggere di fuorigioco, fluidificanti e mediani di spinta è sempre appagante. [...]
Agosto 19, 2026Dieci racconti incentrati sull’amore, in particolare sul dolore che l’amore può causare. I personaggi di Kureishi sono uomini e donne già soli oppure destinati alla solitudine che lottano contro i problemi di ogni giorno. E lo fanno uscendone quasi sempre sconfitti. Qualcuno perde di vista i propri doveri familiari, qualcuno diventa violento, altri cadono in depressione. Di certo tutti ne escono con le ossa rotte, sconfitti e sfiduciati. Non è poi così difficile riconoscersi nei momenti di ansia e frustrazione che colpiscono chiunque abbia vissuto una delusione in campo sentimentale: un tradimento, una separazione o un divorzio. E’ una lettura intensa, dove, linearità tematica a parte, il livello qualitativo resta sempre costante, ad eccezione dello strampalato e inopportuno racconto finale (“Il Pene”), che per fortuna non arriva a inficiare il lavoro nel suo complesso. “…mancava di fiducia, per dire il meno, ma aveva attacchi di appassionata autostima, di allegria, di determinazione che più tardi biasimava. Dopo avere riso a voce alta, si metteva la mano sulla bocca aperta. Ma non si lasciava trattenere; quando aveva una paura o una fobia, prendeva nota, e la combatteva. Forse a cinquant’anni avrebbe raggiungo un equilibrio.” [...]
Agosto 18, 2026Una doppia bufera, di neve e di sangue, si abbatte sulla famiglia Cunningham riunitasi dopo anni in un resort di montagna. Toccherà ad Ernie ricostruire i fatti e cercare la soluzione ai tanti misteri che si succedono. E’ un giallo classico, che più classico non si può, e l’autore mette subito le cose in chiaro rifacendosi esplicitamente al catalogo redatto nel 1929 da Ronald Knox contenente le dieci regole d’oro dei romanzi gialli. Non contento, fa in modo che il suo protagonista di professione pubblichi manuali a basso costo su come si debbano scrivere polizieschi e affini. La vena ironica (l’autore è anzitutto un comico australiano) è preponderante al punto da far passare in secondo piano violenze, torture e omicidi, rendendo il tutto molto più leggero di quanto potrebbe essere. Il lungo capitolo riservato alla rivelazione finale richiede una certa dose di attenzione. Un po’ troppa, forse. “… oltre un certo punto, in un matrimonio la crudeltà diventa inestricabile dall’affetto.” (pag 271) [...]
Agosto 11, 2026Romanzo epistolare in cui Maria, novizia prossima a diventare suora di clausura, scrive accorate (e talvolta enfatiche) lettere all’amica del cuore, per condividere con lei le scoperte, le gioie e i dolori dovuti alla temporanea fuoriuscita dal convento per sfuggire a un’epidemia di colera, e al successivo rientro, dopo pochi mesi di “libertà”, fra le quattro tristi mura divenute ormai soffocanti. Scritto nel 1869, è soprattutto un atto di denuncia contro la condizione femminile che in determinati casi (qui il padre, vedovo, si è rifatto una famiglia con un’altra donna che non desidera un’estranea tra i piedi) imponeva a fanciulle o ragazze già grandi la vita monastica, pur in assenza di vocazione. Il libro è anche la storia di un amore tragico e mai concretizzato, che amplia gli orizzonti della giovane Maria, la fa oscillare a lungo fra gioia e passione, poi sofferenza e gelosia, rendendole insopportabile il rientro in convento e la chiusura alle porte del mondo esterno che ha ormai conosciuto. [...]
Agosto 11, 2026Notte fonda. Sarah, sola in casa con l’unico figlio piccolo, sente dei rumori al piano di sotto. In cucina trova un uomo che si prepara uno spuntino fingendo di essere suo marito, assente per motivi di lavoro. Lo sconosciuto indossa gli abiti di Stephen, ha la sua macchina, la sua valigetta e il suo mazzo di chiavi. L’incipit, da brividi, lascia immaginare una trama diversa e un vero e proprio viaggio negli inferi, ma il romanzo prende altre strade, diventando un giallo comunque intrigante in cui la protagonista, coadiuvata da un suo amico d’infanzia perso di vista da anni, si mette sulle tracce del presunto rapitore del marito. Il tutto senza l’aiuto delle forze dell’ordine, scettiche, cieche, impegnate altrove o più semplicemente non al servizio dell’intreccio e quindi a lungo escluse. Un thriller discreto in cui i troppi eccessi vanno a discapito della verosimiglianza. [...]
Agosto 4, 2026Adolescente cresciuta in una fittizia cittadina delle Alpi scompare nel nulla. Il suo presunto rapimento diviene un caso mediatico per l’ingerenza dell’agente speciale Vogel, una sorta di celebrità del ramo. La presenza massiccia sul campo di troupe televisive, giornalisti senza scrupoli, schiere di poliziotti e turisti dell’orrore permette all’autore, bravissimo nel mantenere sempre alta la tensione, di riflettere sul significato del dramma in atto, ponendo la domanda giusta: alla gente interessa più catturare il “mostro” oppure salvare la vittima? Già il fatto che alla ricerca della piccola Anna Lou vi siano in fondo soltanto personaggi “umani”, con difetti, paure ed egoismi congeniti, e non il consueto eroe in divisa con l’occhio vigile, un bicchiere in mano, un passato da cui uscire e una profonda coscienza morale, dimostra quali siano le linee-guida del romanzo. Finale lucido e coerente, forse con qualche sorpresa di troppo. [...]
Luglio 28, 2026Tre libri di un autore bastano e avanzano per farti capire chi hai davanti e convincerti se valga la pena o no approfondirne la conoscenza. Nel caso di Caldwell, considerando che dopo i suoi due capolavori “La via del tabacco” e “Piccolo campo” anche questa lettura “minore” mi ha più che convinto, la scelta è compiuta e definitiva. “Georgia boy” (questo il titolo originale) racconta attraverso una serie di episodi non necessariamente in successione temporale le avventure perlopiù comiche della famiglia Stroup (padre, madre, figlio adolescente) e del “povero orfano negro”, loro servo tuttofare. Siamo nel sud-est degli Stati Uniti d’America agli inizi del Novecento e le condizioni di povertà, arretratezza e ignoranza sono quelle che l’autore ha raccontato anche nelle sue opere maggiori. Qui forse il timbro grottesco tende a prevalere (esilarante soprattutto il predominio morale e fisico di Ma Stroup nei confronti del marito, ma anche le iniziative no-sense di quest’ultimo e le reazioni di Belloccio Brown, il ragazzo di fatica, alla vessazioni dei padroni), ma il substrato resta quello di una profonda miseria, dove la condizione imposta dal divario sociale, economico e persino geografico resta ineluttabile. Se questa è un libro di secondo piano nella sua bibliografia, cosa avrà ancora in serbo per me il buon Caldwell? [...]
Luglio 28, 2026“…e se sei capace di amare, ama prima te stesso, ma tieni sempre presente la possibilità di perdere tutto, sia che il motivo della sconfitta ti sembri giusto oppure no. Un assaggio prematuro della morte non è necessariamente un male…”. Lo zio Hank nasce come poeta. Avendo letto in pratica tutta la sua prosa tradotta in italiano ed essendogli riconoscente a vita per tutto quello che ha significato per il mio percorso, mi sono cimentato per la prima volta con una sua raccolta poetica. Premetto che la poesia è un’arte della parola che non sono mai riuscito a capire e apprezzare appieno. Ecco, forse avrei dovuto iniziare da Bukowski… I temi che qui ricorrono sono quelli a lui più cari: le donne, il sesso, l’alcool, il gioco d’azzardo, la musica classica…e la poesia stessa. Lo stile con cui tratta gli argomenti non si discosta poi così tanto da quello dei racconti e dai romanzi che mi hanno fatto invaghire della sua scrittura. Anche qui è schietto, diretto, privo di fronzoli. Le sue poesie, in fondo, sono scampoli di storie in versi, neppure in rima. Come ovvio, non tutto è riuscito, e solo a tratti si legge qualcosa di memorabile, almeno per un suo vecchio fan…ma l’insieme, ebbene sì, l’insieme ricorda un vecchio compagno di ritorno dopo anni e anni che ti guarda dritto negli occhi, ti sorride e poi ti stringe in un abbraccio senza dire una parola, come se il tempo non fosse mai trascorso. [...]
Luglio 23, 2026Pederasta s’invaghisce di una ragazzina dodicenne e la convince, con le buone e le cattive, a diventarne l’amante. I due vivranno “on the road” il loro torbido e segreto rapporto. Coraggiosissima opera nell’America perbenista degli anni Cinquanta. Sbalordiscono la caratterizzazione psicologica del protagonista e della sua “ninfetta” (la Lolita del titolo); l’assenza di facili morbosità; la leggerezza di alcuni momenti, quasi una boccata d’aria fresca per chi legge; l’astensione dell’autore da ogni giudizio morale. Dall’altra parte, non è mai facile scrivere qualcosa di negativo riguardo a un classico (ad esclusione di “Moby Dick”… Dio, quanto lo odio!), ma non posso esimermi dal segnalare che senza tanta pazienza, altrettanta volontà e un vocabolario sempre a portata di mano, andare oltre le prime trenta pagine sarebbe stata una sfida. Vero è che i libri non devono essere necessariamente “per tutti”, ma in molti passaggi qui siamo al limite della comprensibilità, con uno sfoggio dell’arte di scrivere a dir poco esasperante. [...]
Luglio 11, 2026Breve parabola sulla ricerca della redenzione. Protagonista un vecchio clochard, ex galeotto, che dorme sotto i ponti di Parigi e di giorno vaga senza meta per la città. Una serie di colpi di fortuna (veri e propri miracoli, in realtà) gli regalano brevi istanti di gioia rivelandone l’indole generosa e cortese. Il tutto senza mai trascurare la passione per le donne, rigorosamente a pagamento, e per il bere. Lo stile è talmente fluido da permettere a chiunque di godersi il racconto, dove avventure e incontri occasionali si succedono senza sosta, e riflettere, al tempo stesso, sulle tante chiavi di lettura che Roth consegna nelle mani di chi sfoglia le sue pagine. [...]
Luglio 6, 2026Scrittore affermato, sciupafemmine alcolista dalla mani bucate, è costretto dalle circostanze a tornare in patria (Inghilterra) per ricoprire l’inedito ruolo di insegnante universitario. Sarà per lui un’occasione per riflettere sugli errori commessi e ritrovare, forse, se stesso. Li adoro, i personaggi come Kennedy Marr, egoisti e narcisi, che si godono la vita “poichè è il modo migliore per vendicarsi”. Li adoro perchè mi riportano al più grande di tutti, in questo senso, il “mio” Bukowski; perchè mi rendo conto che ogni bicchiere scolato è il solito cliché, ma comunque irrinunciabile; perchè nel loro cuore c’è spazio solo per la scrittura; perchè hanno il coraggio di prenderla a schiaffi, la vita, e di godersela sul serio, alla faccia di chi può soltanto stare a guardare. Non li biasimo, e come loro, rido di chi li critica e si permette di indicargli la strada buona. E’ soltanto invidia, o quantomeno incapacità di ammettere che un’esistenza grigia e abitudinaria non è il modo migliore per scacciare la morte. O il pensiero della morte. Ah, dimenticavo: se vi fosse mai capitato di spalancare di colpo gli occhi alle due del mattino, colpiti da un’idea e dal desiderio impellente di concretarla su una pagina bianca bevendoci su qualcosa di forte, ebbene, questo è il libro per voi. “Si era ammazzata per dodicimila sterline. Avrebbe potuto farle un assegno su due piedi per quella cifra… Kennedy aveva pianto, rannicchiato sul brutto pavimento laminato del brutto appartamento in affitto di sua sorella. Avrebbe dovuto aspettare, avrebbe dovuto distillare quel mosto ancora a lungo, prima di essere abbastanza pronto per un romanzo. Un po’ come ci volevano tre tonnellate di petali di rosa per fare un libro di olio di rosa, Kennedy sapeva che ci voleva molto dolore, molta esperienza, per partorire tre o quattrocento pagine di narrativa.” [...]
Giugno 28, 2026Storia d’amore tra un ricco nullafacente viaggiatore e una geisha alle prima armi ambientata in un luogo sperduto del Giappone occidentale. E’ un libro che semplicemente non sono riuscito a capire. Troppo lontana la distanza culturale dai due protagonisti e dall’autore (premio Nobel per la letteratura nel 1968). Il lirismo delle immagini, il non detto, il fascino dei paesaggi innevati sempre al centro del racconto, la ricerca della bellezza, funzionano solo se contenuti entro certi limiti. Qui, invece, anche le poche vicende che si svolgono ad di fuori dei contorti dialoghi tra Shimamura (il viaggiatore) e Komako (la cortigiana) hanno contorni confusi e sembrano non ricercare un fine specifico. Non mi sento all’altezza di criticare nè la scelta, nè lo stile (per gli esteti: questo è un libro scritto benissimo), ma è una lettura che non consiglierei. [...]
Giugno 22, 2026Il primo romanzo incentrato su un viaggio del tempo risale al 1895. A pubblicarlo, a soli trent’anni, fu colui che divenne uno dei massimi esponenti della letteratura fantascientifica. Il futuro di Wells estremizza la suddivisione fra le classi sociali, in particolare quelle presenti nel Regno Unito durante la seconda rivoluzione industriale. Eloi e Morlock rispecchiano rispettivamente la casta di privilegiati, debosciata e instupidita, e il mondo operaio, che altro scopo non ha se non quello di garantire la sopravvivenza del sistema. La storia, narrata dallo scienziato protagonista ( il “Viaggiatore del Tempo”) è inevitabilmente obsoleta e alcune speculazioni intellettuali, soprattutto nella fase iniziale, rendono la lettura più impegnativa del dovuto. Quando però si entra nel vivo e il messaggio di fondo viene espresso attraverso l’azione, il racconto si fa avvincente e il genio dell’autore manifesto. [...]
Giugno 15, 2026Gruppo di universitari condivide libri di testo, amori, disamori, disagi economici e sbronze colossali all’insegna del divertimento inframezzato da qualche amara riflessione sul senso della vita. Immedesimarsi nei personaggi è quasi naturale per chiunque abbia passato le stesse esperienze, al di là del percorso di studi compiuto. Gli aneddoti, i discorsi, gli innamoramenti, persino le citazioni musicali…tutto concorre a glorificare potere, bellezza e follia della gioventù. Lettura gradevole guastata dall’inefficacia dei tanti dialoghi teatrali e poco realistici. [...]
Giugno 8, 2026Una singolare storia d’amore e di spionaggio ambientata nella città tedesca prima della costruzione del muro (datata 1961). Il libro si legge con piacere e l’aurea di mistero che lo avvolge ne rende interessante lo sviluppo. Resta però l’impressione che l’autore non abbia ben chiara la strada da intraprendere: se puntare su una classica spy-story, sulla relazione sentimentale tra i due protagonisti, oppure, nella fin troppo lunga sequenza che precede l’epilogo, su un esame introspettivo dopo un atto di violenza (in perfetto stile Dostoevskij). Questa molteplicità d’intenti, unita ad alcuni soluzioni al limite del paradosso, toglie un po’ di smalto a un’opera comunque ben costruita e ben narrata. [...]
Giugno 3, 2026Paziente di un ospedale psichiatrico non accetta di essere sottoposto a un trattamento di elettroshock e reagisce con violenza. In queste poche pagine ritmo e tensione non scemano mai, sia nella parte descrittiva, in cui si narrano gli antefatti e i motivi dell’internamento del protagonista, sia quando la storia è raccontata in presa diretta. Spunti di riflessione: la perdita della memoria e la conservazione a tutti i costi della coscienza e della dignità umana. Non è certo sufficiente per giudicare le qualità dell’autore, ma è senz’altro un ottimo punto di partenza. Personalmente credo che scrivere un racconto di tale livello non sia da tutti. [...]
Maggio 30, 2026Dentro i quartieri popolari di Piombino, a ridosso dei mastodontici impianti siderurgici (espressione non tanto di lavoro e opportunità, quanto di morte e distruzione), si sviluppa e poi si stravolge la travagliata amicizia tra Anna e Francesca, pre-adolescenti troppo presto catapultate nel mondo adulto fatto di brutalità e sfruttamento, egoista e povero di sentimenti. E’ una storia cruda ambientata nei primi anni Duemila in cui niente e nessuno viene risparmiato: padri violenti o malfattori, madri arrendevoli e ipocrite, fratelli, amici e compagni di gioco o di scuola imbevuti di miseria, rassegnazione e rancore. L’autrice non fa sconti e scardina impietosa anche il legame tra le due ragazzine, in apparenza solido come l’acciaio. [...]
Maggio 18, 2026Biografia memorialistica di un Navy Seal divenuto celebre per la sua mira infallibile. A pagina 10 si legge: “Per me, il numero non è importante. Mi piacerebbe solo averne uccisi di più, e non per potermene vantare, ma perchè credo che il mondo sia un posto migliore senza selvaggi che spengono vite americane.” Trecento pagine dopo…: “Ho cominciato a insegnare a mio figlio a sparare quando aveva due anni… La mia teoria è che i bambini si mettono nei guai perchè sono curiosi: non soddisfare la loro curiosità equivale ad andare in cerca di grossi guai”. Kyle (ucciso a soli 38 anni da un suo ex suo commilitone marine) di certo aveva il dono della coerenza, come uomo e come autore. Le parti più interessanti delle sue memorie sono forse quelle in cui lascia spazio alla moglie e ai problemi familiari. Per il resto, è un’autobiografia ricca di aneddoti, gradevoli e a tratti addirittura divertenti, destinati a lettori bulli, rissaioli, patiti di armi e guerrafondai. Non a caso uno dei film di Eastwood regista che ho apprezzato meno è proprio il suo “American sniper” del 2014. [...]
Maggio 11, 2026Costa caraibica della Colombia, un lunedì festivo di un anno imprecisato: il giovane Santiago Nasar si sveglia già condannato a morte, pur senza saperlo, mentre in tutto il villaggio c’è fermento per la tanto attesa visita del vescovo. Il movente è un delitto d’onore narrato con tutti i crismi di un semplice fatto di cronaca, come recita il titolo. Marquez espone i fatti e non giudica, fedele alla propria scelta. Lascia che siano i tanti testimoni a esprimere solidarietà, dubbi o accuse nei confronti della vittima. La novella lascia molteplici e libere interpretazioni: per quanto mi riguarda è soprattutto un atto d’accusa contro l’omertà. Amici, prelati, conoscenti… quasi tutti girano la testa dall’altra parte, manifestando più o meno direttamente il proprio consenso alla vendetta in forma di delitto. Peccato che Santiago potrebbe essere innocente, ma questi sono solo dettagli. [...]
Aprile 27, 2026L’islandese Hilnur, 33 anni, vive ancora con la madre e non ha la benché minima intenzione di recidere il cordone ombelicale. Viziato, indolente, ossessionato dalla pornografia e incapace di relazionarsi col prossimo, esce di casa solo per frequentare personaggi ambigui e locali di dubbio gusto. La sofferenza, più che sua (in fin dei conti è servito e riverito, si porta a letto l’amante bisessuale della madre e riceve un discreto sussidio statale), è del lettore, che Hilnur tiene a debita distanza con eccessi e riflessioni volgari e blasfeme. A parte qualche debole tentativo di strappare un sorriso (la sua avversione per chi indossa la divisa regala guizzi oggettivamente divertenti), è un libro che non arriva al dunque. Sembra, anzi, fine a se stesso, irrequieto, incompiuto e soprattutto espresso in un linguaggio spesso inintelligibile. [...]
Aprile 13, 2026Singolare giallo che vede protagonisti, nei panni di detective improvvisati, tre giovani storici squattrinati e un ex-poliziotto cacciato per corruzione. Lettura godibile in cui l’approccio ironico dell’autrice alleggerisce l’intreccio comunque intricato, dove non mancano false piste, colpi di scena e crimini. Il tocco femminile, che evita volgarità e non indugia su particolari macabri che in un contesto simile sarebbero stati fuori luogo, è sapiente e rappresenta il punto di forza dell’opera. Pessima traduzione italiana del titolo (l’originale, francese, è “Debout les morts”). [...]
Marzo 30, 2026Un dissidente del regime fascista trascorre due anni in esilio forzato nei borghi sperduti della Lucania (l’odierna Basilicata). L’attaccamento dell’autore per questa terra e la sua gente è evidente e viscerale. Le tante persone in cui si imbatte il protagonista, artista di mestiere e medico improvvisato, sono poverissime, disilluse, apolitiche, private della speranza di una via d’uscita e così attaccate alla propria terra da sentirsi tutt’uno con essa. Lo stile narrativo, nel tentativo forse di ricalcare l’isolamento economico e sociale di luoghi sospesi nel tempo e il grigiore di monti e colline inospitali e brulli, è descrittivo, placido e tutt’altro che essenziale. La carenza di dialoghi è una scelta precisa che invita il lettore a contemplare paesaggi e situazioni dall’esterno, tenendosi in disparte. Un libro che si legge a fatica, incentrato su gente emarginata e ignorante, ma destinato a palati fini. Contraddizione in termini? [...]
Marzo 23, 2026Con “La via del tabacco” è il romanzo più celebre dello scrittore americano nato in Georgia agli inizi del secolo scorso. Il campetto del titolo è una fetta di terreno che Tay Tay Walden consacra al Signore, nell’auspicio che tutt’attorno possa nascondersi un filone d’oro o almeno qualche pepita. Da quindici anni, infatti, il vecchio contadino ha abbandonato quasi del tutto l’attività di agricoltore e scava, scava senza sosta, accecato dalla cupidigia. Ad aiutarlo là fuori, due figli maschi e due “negri” di fiducia, mentre la conduzione della casa è affidata alla lasciva figlia Darling Jill e alla bellissima nuora Griselda. La ricerca sfrenata di un tesoro che non c’è rappresenta lo snodo che permette all’autore di trattare svariate tematiche quali politica, superstizione, lotta operaia, odio e vendetta. Gli uomini e le donne di Caldwell sono simili a bestie per il modo in cui vivono e si esprimono, poichè agiscono senza riflettere e per un irrefrenabile istinto sessuale. Il romanzo è uno spaccato di vita talmente realistico da risultare a tratti indigesto. La scrittura, sublime. [...]
Marzo 22, 2026Raccolta di undici racconti pervasi dei colori, dei profumi e del fascino della terra in cui sono ambientati. Siamo nella Rhodesia del sud (odierno Zimbabwe), ai tempi del colonialismo britannico. Da una parte i bianchi padroni latifondisti, dall’altra la popolazione locale, ghettizzata e sfruttata. C’è grande coerenza all’interno dell’antologia e un dislivello minimo tra una storia e l’altra, cosa decisamente non comune. L’autrice accompagna il lettore dentro le magioni delle famiglie patronali e lascia che si immerga nella maestosità dei paesaggi circostanti. Lo fa con una sensibilità tutta femminile, senza costrizioni né appannamenti. Volendo scegliere un racconto su tutti, direi che “Inverno in luglio” racchiude al suo interno la qualità principale di Lessing, che punta dritta al soldo tralasciando rimandi e lungaggini. Ammetto che aver letto parte del libro sdraiato su una spiaggia africana ha contribuito non poco al mio giudizio finale, ma non posso far altro che consigliarlo. [...]
Marzo 18, 2026Ritratto spietato di un impiegato ministeriale vicino alla pensione e pronto a ogni sorta di asservimento pur di mantenere il posto fisso e mettere al sicuro il futuro dell’unico figlio. Siamo in pieno boom economico, nella Roma degli anni Settanta, quando individualità ed egoismo presero a farla da padroni, oscurando i valori sociali affermatisi nel secondo dopoguerra. La meschinità di Vincenzo Cerami, uomo ordinario senza apparenti qualità, poteva risultare forse inedita al tempo della stesura, ma, inserito nel contesto attuale, ben poco di ciò che fa o pensa il protagonista risulta essere atipico o sorprendente. Nemmeno la vendetta, di cui diviene fautore in maniera fredda e quasi inconsapevole, riesce a sconvolgere chi oggi legga il libro. E’, in definitiva, un romanzo scritto (molto, molto bene) per generazioni passate e invecchiato come un buon vino. Purtroppo per noi. [...]
Marzo 2, 2026La corposa raccolta dell’autore di “Addio alle armi” e “Per chi suona la campana” raccoglie scritti brevi composti tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Di interessante c’è davvero tanto, ma purtroppo le tematiche trattate sono soprattutto quelle dei suoi romanzi più celebri, in genere distanti dai miei interessi: caccia, pesca, guerre e corride, perlopiù. Hemingway non si perde in chiacchiere e digressioni mantenendo nei suoi racconti lo stile essenziale derivato dall’attività giornalistica e dall’esperienza diretta sul campo (partecipò attivamente ad entrambe le guerre mondiali, fra le altre cose). Almeno una dozzina i racconti davvero buoni, perlomeno quelli che hanno colpito me. Credo, però, che lettori più in linea con le inclinazioni dell’autore possano trovarne diversi altri all’interno dell’antologia. [...]
Febbraio 27, 2026Un onnivoro convinto s’innamora perdutamente di una modella vegana e, pur controvoglia, adatta il proprio stile di vita a quello della futura moglie. E’ una raccolta di aneddoti autobiografici in cui l’autore (il regista di “Notte prima degli esami” e “Maschi contro femmine”), riesce a strappare qualche sorriso puntando sull’esasperazione. La bellissima, irresistibile fidanzata Claudia, ne viene fuori come una tirannica rompicoglioni che bruca erba (letteralmente), insulta i mangia-carne e porta chiunque le stia accanto verso l’esaurimento nervoso. L’amore, però, si sa, aiuta a superare ogni ostacolo e può essere eterno. Nel caso della coppia in questione è finito tre anni dopo la pubblicazione del libro. Nella buona e nella cattiva sorte. [...]
Febbraio 16, 2026Thriller psicologico in cui l’autore gioca tutte le carte per catturare l’interesse del lettore. Per essere un romanzo d’esordio (nel 2009 Carrisi era conosciuto soltanto come scrittore di teatro e tv), è un ottimo libro, seguito poi da altri tre con la stessa protagonista-poliziotta al centro dell’azione. Le scelte sono quasi tutte azzeccate e la tensione ha molti picchi e pochissime pause. Impressionano la varietà delle efferatezze descritte e il numero di cadaveri che insozzano la pagine di sangue. Due pecche: il finale “aperto” (evidentemente era già nelle intenzioni dell’autore farne una saga) e l’ambientazione geografica non specificata, con nomi, cognomi e situazioni tipicamente americani, che avrà di certo favorito l’esplosione del libro e la traduzione in oltre venti lingue, ma ha anche ridotto la verosimiglianza dell’intreccio. [...]
Gennaio 29, 2026La prima notte di nozze tra due giovani sposi nell’Inghilterra di inizio anni Sessanta, quelli immediatamente precedenti alla “rivoluzione sessuale”, si rileva un fallimento. Preconcetti, disinformazione, silenzi, inesperienza e paure spezzano l’incanto di una coppia innamorata, ma impossibilitata a darsi reciproco piacere. E’ un romanzo breve in cui McEwan amalgama con sapienza la narrazione centrale, appunto quella dell’episodio incriminato, che si svolge in una camera d’albergo di un vecchio hotel, con flash-back utili a chiarire i motivi che hanno portato gli sposi a trovarsi spiazzati e spaventati nel momento culminante della loro fresca relazione. Può risuonare, oggi, un libro datato per la cultura occidentale, ma non è così: abbiamo altre paure, altre emozioni e debolezze, ma anche noi contemporanei ci crogioliamo nell’illusione di conoscere fino in fondo le persone più vicine, come fosse la cosa più naturale del mondo. [...]
Gennaio 19, 2026L’antologia raccoglie sette scritti dell’autore da cui sono stati tratti film più o meno celebri (su tutti “Atto di Forza” di Paul Verhoeven e “Minority Report” di Steven Spielberg). Sono più che altro spunti, quelli della raccolta, rispetto ad opere cinematografiche con trame molto più intricate e artificiose. Credo che sia stato il libro ideale per avvicinarmi all’autore e farmi apprezzare un genere, quello fantascientifico, con cui ho poca familiarità. Dick, ad di là della fantasia smisurata, sa scrivere bene. Molto bene, anzi. I racconti sono tutti godibili, con dialoghi concitati, personaggi catapultati in situazioni apparentemente senza via d’uscita, situazioni inverosimili presentate con una immediatezza così naturale da farle apparire se non realistiche, di certo credibili. Una bella lettura, insomma, dove il tema fondante resta quello del controllo sociale: l’individuo non è mai del tutto libero, qualunque sia il mondo di appartenenza. [...]