L’antologia raccoglie sette scritti dell’autore da cui sono stati tratti film più o meno celebri (su tutti “Atto di Forza” di Paul Verhoeven e “Minority Report” di Steven Spielberg). Sono più che altro spunti, quelli della raccolta, rispetto ad opere cinematografiche con trame molto più intricate e artificiose. Credo che sia stato il libro ideale per avvicinarmi all’autore e farmi apprezzare un genere, quello fantascientifico, con cui ho poca familiarità. Dick, ad di là della fantasia smisurata, sa scrivere bene. Molto bene, anzi. I racconti sono tutti godibili, con dialoghi concitati, personaggi catapultati in situazioni apparentemente senza via d’uscita, situazioni inverosimili presentate con una immediatezza così naturale da farle apparire se non realistiche, di certo credibili. Una bella lettura, insomma, dove il tema fondante resta quello del controllo sociale: l’individuo non è mai del tutto libero, qualunque sia il mondo di appartenenza.
