Con “La via del tabacco” è il romanzo più celebre dello scrittore americano nato in Georgia agli inizi del secolo scorso. Il campetto del titolo è una fetta di terreno che Tay Tay Walden consacra al Signore, nell’auspicio che tutt’attorno possa nascondersi un filone d’oro o almeno qualche pepita. Da quindici anni, infatti, il vecchio contadino ha abbandonato quasi del tutto l’attività di agricoltore e scava, scava senza sosta, accecato dalla cupidigia. Ad aiutarlo là fuori, due figli maschi e due “negri” di fiducia, mentre la conduzione della casa è affidata alla lasciva figlia Darling Jill e alla bellissima nuora Griselda. La ricerca sfrenata di un tesoro che non c’è rappresenta lo snodo che permette all’autore di trattare svariate tematiche quali politica, superstizione, lotta operaia, odio e vendetta. Gli uomini e le donne di Caldwell sono simili a bestie per il modo in cui vivono e si esprimono, poichè agiscono senza riflettere e per un irrefrenabile istinto sessuale. Il romanzo è uno spaccato di vita talmente realistico da risultare a tratti indigesto. La scrittura, sublime.
