Notte fonda. Sarah, sola in casa con l’unico figlio piccolo, sente dei rumori al piano di sotto. In cucina trova un uomo che si prepara uno spuntino fingendo di essere suo marito, assente per motivi di lavoro. Lo sconosciuto indossa gli abiti di Stephen, ha la sua macchina, la sua valigetta e il suo mazzo di chiavi. L’incipit, da brividi, lascia immaginare una trama diversa e un vero e proprio viaggio negli inferi, ma il romanzo prende altre strade, diventando un giallo comunque intrigante in cui la protagonista, coadiuvata da un suo amico d’infanzia perso di vista da anni, si mette sulle tracce del presunto rapitore del marito. Il tutto senza l’aiuto delle forze dell’ordine, scettiche, cieche, impegnate altrove o più semplicemente non al servizio dell’intreccio e quindi a lungo escluse. Un thriller discreto in cui i troppi eccessi vanno a discapito della verosimiglianza.
