Una doppia bufera, di neve e di sangue, si abbatte sulla famiglia Cunningham riunitasi dopo anni in un resort di montagna. Toccherà ad Ernie ricostruire i fatti e cercare la soluzione ai tanti misteri che si succedono. E’ un giallo classico, che più classico non si può, e l’autore mette subito le cose in chiaro rifacendosi esplicitamente al catalogo redatto nel 1929 da Ronald Knox contenente le dieci regole d’oro dei romanzi gialli. Non contento, fa in modo che il suo protagonista di professione pubblichi manuali a basso costo su come si debbano scrivere polizieschi e affini. La vena ironica (l’autore è anzitutto un comico australiano) è preponderante al punto da far passare in secondo piano violenze, torture e omicidi, rendendo il tutto molto più leggero di quanto potrebbe essere. Il lungo capitolo riservato alla rivelazione finale richiede una certa dose di attenzione. Un po’ troppa, forse.
“… oltre un certo punto, in un matrimonio la crudeltà diventa inestricabile dall’affetto.” (pag 271)
