La prima notte di nozze tra due giovani sposi nell’Inghilterra di inizio anni Sessanta, quelli immediatamente precedenti alla “rivoluzione sessuale”, si rileva un fallimento. Preconcetti, disinformazione, silenzi, inesperienza e paure spezzano l’incanto di una coppia innamorata, ma impossibilitata a darsi reciproco piacere. E’ un romanzo breve in cui McEwan amalgama con sapienza la narrazione centrale, appunto quella dell’episodio incriminato, che si svolge in una camera d’albergo di un vecchio hotel, con flash-back utili a chiarire i motivi che hanno portato gli sposi a trovarsi spiazzati e spaventati nel momento culminante della loro fresca relazione. Può risuonare, oggi, un libro datato per la cultura occidentale, ma non è così: abbiamo altre paure, altre emozioni e debolezze, ma anche noi contemporanei ci crogioliamo nell’illusione di conoscere fino in fondo le persone più vicine, come fosse la cosa più naturale del mondo.
