Una giornata tipica del diciassettenne Frank Cauldhame su un isolotto scozzese prevede la realizzazione di congegni esplosivi, la cattura, la tortura e l’uccisione di animali vari, la disposizione di trappole per tenere lontane le persone del paese vicino, riti satanici in soffitta. La cosa più normale che lo riguarda sono le sbronze colossali il sabato sera con l’unico amico (un nano di sei anni più vecchio, che lui tiene sulle spalle per permettergli di filtrare con le ragazze faccia a faccia). Da bambino ha ucciso tre coetanei con strategie sempre diverse e fantasiose, vanta un fratello psicopatico che si diletta a bruciare vivi cani di ogni razza e dimensione, sua madre lo ha abbandonato da neonato lasciandolo nelle mani del marito, appassionato di esperimenti chimici, con cui Frank convive senza mai essere stato dichiarato all’anagrafe. Ho detto tutto? No, assolutamente. Queste sono soltanto le basi sulle quali l’autore poggia una storia di paura, concreta e assoluta, talmente impensabile da apparire realistica. Sconsigliato a chi ama gli animali, detesta la violenza e sfrutta le notti per riposare.
