“…e se sei capace di amare, ama prima te stesso, ma tieni sempre presente la possibilità di perdere tutto, sia che il motivo della sconfitta ti sembri giusto o no. Un assaggio prematuro della morte non è necessariamente un male…”. Lo zio Hank nasce come poeta. Avendo letto praticamente tutta la sua prosa edita ed essendogli riconoscente a vita per tutto quello che ha significato nel mio percorso personale, mi sono cimentato per la prima volta con una sua raccolta di poesie. La poesia è un’arte della parola che conosco poco e non sono mai riuscito a capire appieno o apprezzare particolarmente. Dico solo che forse avrei dovuto iniziare da lui. I temi che ricorrono sono quelli che Bukowski amava trattare: le donne, il sesso, l’alcool, il gioco d’azzardo, la musica classica classica…e la poesia stessa. Il modo in cui ne parla non di discosta poi così tanto dai racconti e dai romanzi che mi fanno innamorare della sua scrittura. Lo stile è sempre lo stesso: schietto, diretto, privo di fronzoli. Sono, in fondi, racconti in forma poetica, quelli presenti in questa raccolta…in cui, come ovvio, non tutto è riuscito, solo qualcosa è indimenticabile per un suo vecchio fan..ma l’insieme, ebbene sì, l’insieme è come un compagno di viaggio che non è dimenticato di te dopo anni e avventura passati lontani…e ti conosce ancora e per sempre fino in fondo. Grazie, zio.
