Monumentale, potente, epico, intenso… e chi più ne ha, più ne metta. Qui parliamo di letteratura allo stato puro. Il romanzo (storico, per quanto riduttiva in questo caso possa essere qualsiasi categorizzazione), pur non rientrando appieno nelle mie corde per lunghezza, tematica, ambientazione e soluzioni stilistiche, mi lascia una ricca eredità. Credo che riconoscere la grandezza di un’opera d’arte, in qualsiasi campo, sia molto più semplice se il processo di immedesimazione è istantaneo, se avviene il classico colpo di fulmine, se quell’opera stessa sembra avere qualcosa a che fare con te, la tua esperienza, i tuoi sentimenti. Meno frequente e più complicato, invece, è il riconoscimento della grandezza quando quello scintillio negli occhi non si accende, quando le gambe non tremano e il cuore continua a battere con regolarità. Il capolavoro di Tolstoj, epopea familiare russa ambientata al tempo delle guerre napoleoniche, è riuscito a scardinare le mie remore trascinandomi lungo il suo solco. “Guerra e pace” è, semplicemente, un’opera enorme passata nelle mani di un lettore medio, disattento e impreparato, ma disposto ad ascoltare e farsi guidare anche attraverso impervie divagazioni filosofiche, lunghi passaggi in lingua francese non tradotti, una sintassi a tratti complessa e una serie infinita di pagine. E’ stato un viaggio di quasi quattro mesi che avrei dovuto affrontare in età più verde e con occhi più stabili, ma comunque arricchente e appassionante. Il tempo mi dirà di più, ma già ora sento nel cuore il calore accogliente della pace e in bocca il disgustoso sapore di ogni sua antitesi.
“Lo scopo della guerra è l’omicidio; i mezzi della guerra sono lo spionaggio, il tradimento e i tentativi di fomentarla, la rovina delle popolazioni civili, le depredazioni a loro danno, il latrocinio per sostenere le truppe, l’inganno e la menzogna chiamati col nome di astuzie belliche; le caratteristiche morali della condizione militare sono la mancanza di libertà, l’oziosità, l’ignoranza, la crudeltà, la dissolutezza, l’inclinazione al bere. E, a onta di tutto, vediamo che questa è la categoria sociale più elevata, quella che riceve onori da tutte le parti. Tutti i sovrani portano la divisa militare: e a chi ha ammazzato più gente degli altri, vengono date ricompense maggiori. Si scontreranno per ammazzarsi a vicenda, faranno a pezzi, storpieranno decine di migliaia di persone, e poi faranno celebrare un Te Deum di ringraziamento per il fatto d’averne ucciso un gran numero, e strombazzeranno la loro vittoria, col presupposto che quanta più gente è rimasta uccisa, tanto più grande è il merito loro.”
