Thriller psicologico in cui l’autore gioca tutte le carte per catturare l’interesse del lettore. Per essere un romanzo d’esordio (nel 2009 Carrisi era conosciuto soltanto come scrittore di teatro e tv), è un ottimo libro, seguito poi da altri tre con la stessa protagonista-poliziotta al centro dell’azione. Le scelte sono quasi tutte azzeccate e la tensione ha molti picchi e pochissime pause. Impressionano la varietà delle efferatezze descritte e il numero di cadaveri che insozzano la pagine di sangue. Due pecche: il finale “aperto” (evidentemente era già nelle intenzioni dell’autore farne una saga) e l’ambientazione geografica non specificata, con nomi, cognomi e situazioni tipicamente americani, che avrà di certo favorito l’esplosione del libro e la traduzione in oltre venti lingue, ma ha anche ridotto la verosimiglianza dell’intreccio.
