Singolare giallo che vede protagonisti, nei panni di detective improvvisati, tre giovani storici squattrinati capeggiati da un ex-poliziotto cacciato per corruzione. Lettura godibile in cui l’approccio ironico dell’autrice rende ben più leggero l’intreccio comunque intricato, dove non mancano menzogne, crimini e violenze. Il tocco femminile, che evita volgarità e non indugia su particolari macabri che in un contesto simile sarebbero stati fuori luogo, è sapiente e rappresenta il punto di forza dell’opera. Pessima traduzione italiana del titolo (l’originale, francese, è “Debout les morts”).
