Il mio libro della settimana: “Racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Gogol

Cinque racconti custoditi in un’edizione tascabile di settant’anni fa. Tutto sa di tempo antico, qui dentro: dal modo di scrivere alle pagine ingiallite, dalla traduzione italiana all’ambientazione nella Russia di inizio ‘800. Gogol radica nel quotidiano situazioni surreali. Guarda dal basso verso l’alto, dal punto di vista del popolo minuto, degli anonimi che percorrono un tratto di storia e se ne vanno in silenzio. Oggi si può solo immaginare quanto profonda debba essere stata la sua sferzata nei confronti dei poteri forti dell’epoca. Tutto il resto, però, risplende ancora a due secoli di distanza: la genialità, l’ironia, la ricercatezza dei vocaboli, le tensioni psicologiche e di classe, l’affannosa ricerca di un senso all’esistenza.

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