Romanzo-documentario che ruota attorno alla catastrofe dell’aprile 1986. E’ la storia dell’ormai anziano e debilitato fisico nucleare Vasilij Nesterenko, fra coloro che denunciarono gli errori, le omissioni e le colpe del governo sovietico impegnato a minimizzare l’accaduto. Buona parte del libro si svolge nella “zona proibita”, a pochi chilometri da Chernobyl, dove una manciata di uomini e donne vive reclusa in comunità cercando di resistere il più a lungo possibile alla condanna senza appello dovuta alla radiazioni. La tematica è di assoluto interesse, ma lo stile asciutto, i piani temporali sovrapposti e le enumerazioni di statistiche e percentuali rendono la lettura poco scorrevole. Occasione in parte sprecata, considerando l’idea e il potenziale di fondo.
