Una vecchia Golf abbandona padre e figlio autistico costringendoli a riparare per qualche giorno in una sperduta frazioncina dell’entroterra molisano. Qui i due si incontrano e scontrano con i pochi abitanti rimasti a tenere in vita il borgo sospeso nel tempo. E’ un breve romanzo sulla disabilità, raccontato dal punto di vista di un cinquantenne esasperato ormai al limite estremo della sopportazione. Pietro, questo il nome del protagonista, non ce la fa più. La sua rabbia e la sua insofferenza esplodono contro tutto e tutti, sino al finale solo in apparenza riconciliante, considerando che una via d’uscita comunque non esiste. La storia lascia il segno: ci si interroga sulla felicità, sui meriti e i demeriti, su Dio o chi per lui. Molta rabbia e lacrime copiose. Stile eccessivamente sincopato.
