Opera marginale del grande scrittore russo. Ben presenti i tratti caratteristici (doppiezza dei personaggi, tormenti psicofisici, sensi di colpa, dubbi, espiazioni…), ma qui siamo nel campo della satira e in fin dei conti si parla del più classico dei temi comici: le corna. La storia ovviamente funziona, ma l’eccentricità smodata dei due protagonisti Vel’caninov e Pavel Pavlovic, le “macchiette” a loro supporto e gli episodi paradossali (su tutti il capitolo della visita alla ricca famiglia Zakhlebinin, con una manciata di figlie femmine in attesa di pretendenti degni), rappresentano una linea di confine netta con i capolavori precedenti e successivi. Romanzetto godibile, nulla di più.
