Libro che presenta tutti gli ingredienti dell’avventura marinaresca: risse, ammutinamenti, tempeste, naufragi, isole misteriosi e selvaggi. A condimento, qualche tuffo nell’ignoto, un po’ di suspense e soprattutto del sano terrore di cui Poe è stato maestro nei suoi racconti, con una predilezione per le sepolture precoci (in questo caso il Gordon Pym del titolo si ritrova prigioniero senza acqua né viveri dentro una cassa nella stiva). Il romanzo, l’unico compiuto dell’autore, è gradevole a tratti, ma la tensione narrativa è irrimediabilmente guastata da innumerevoli digressioni naturalistiche e di tecnica nautica. Ho letto da qualche parte che il libro ha esercitato notevole influenza sul celebre “Moby dick” di Melville, che ho odiato, odio e odierò con tutto me stesso per sempre. Avrei dovuto insospettirmi e passare ad altro.
