Un netturbino (“l’uomo che pulisce”), un’investigatrice privata (“la cacciatrice di mosche”), un’adolescente in difficoltà (“la ragazzina col ciuffo viola”): questi i protagonisti rigorosamente anonimi di un thriller psicologico ambientato sulle sponde del lago di Como. Carrisi incatena il lettore alle proprie pagine con un intreccio che funziona come una macchina a orologeria. Ha il coraggio di desacralizzare un sentimento comunemente inattaccabile come l’amore materno, inscena crudeltà atroci senza scendere in superflui e macabri dettagli, non cede al richiamo della redenzione. Un bel libro, cui rimprovero soltanto l’eccessivo susseguirsi di coincidenze e lampi di genio, necessari, certo, allo sviluppo della trama, ma forse troppo invadenti.
