In mezzo a svariati stereotipi (l’infiltrato nazista, gli investigatori che dormono in ufficio, bevono whiskey e fumano sigari, il soldato invalido, la popolana che fa il lavoro di mille uomini…), un grande libro di spionaggio ambientato nel periodo che antecede lo sbarco in Normandia da parte degli Alleati. L’autore entra senza bussare all’interno delle case londinesi, così come negli uffici dei servizi di sicurezza e nei centri di controllo dove Hitler e Churchill decidono le prossime mosse. Il confine tra il bene e il male è subito definito, e l’esito facilmente prevedibile, eppure a risaltare è l’empatia nei confronti del protagonista: “Die Nagel”. Astuto, spietato, fascinoso, sfuggente: non tifare per lui può risultare compito arduo per il lettore. Si sa che il cattivo prima o poi dovrà soccombere, come insegna la Storia, ma ci si augura che avvenga più tardi possibile.
