Graditissimo regalo di un vecchio amico ritrovato. Insieme a lui e altri cento sono cresciuto giocando a pallone sul campetto di un vecchio, meraviglioso, oratorio di provincia. Più che un libro, una raccolta di brevi spunti e riflessioni sul mondo del calcio lontano dai riflettori, quello fatto di bambini e ragazzi che una volta riempivano appunto oratori, strade e piazze passando giornate intere a tirar calci ad un pallone. La vena malinconica la fa da padrona ed è un peccato, poiché attenua la gioia che dovrebbe derivare da letture di questo genere. Godiamocelo questo gioco! Ci sono ancora gli amici, le squadre, le sfide, le porte e i palloni. L’augurio è che le prossime generazioni possano spegnere gli smartphone e ripartire dalla linea di metà campo. Nell’attesa, il sottoscritto (se la memoria non tradisce) a settembre inizierà la sua quarantaquattresima stagione calcistica. Vale almeno un gol in rovesciata all’incrocio dei pali?
