Avvincente thriller a tinte horror, come si dice in gergo. L’autore sa esattamente di cosa parla (ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici) e per i lettori è sempre piacevole essere presi per la mano e guidati da chi scrive. Altro pregio del romanzo è la tensione crescente, che giunge al culmine quando quella che sembrava la protagonista assoluta, vale a dire Ellen Roth, la psichiatra del titolo, lascia spazio al suo collega e amico Mark Behrendt, che si mette prima con lei e poi senza di lei alla ricerca della verità. Non entro nel dettaglio, per lasciare a chi vorrà la gioia della scoperta. L’impressione che ho avuto, alla fine, è stata quella di un puzzle perfettamente ricomposto da chi è riuscito nell’impresa di non perdere nemmeno un pezzo per strada. Complimenti.